Una parola, dieci mondi

Aura

Dal soffio d’aria dei Greci ai punti aura nel cortile della scuola.

αὔρα · soffio, brezza, aria in movimento
Inspira
01
Etimologia

In principio era una corrente d’aria

Prima di essere un bagliore, un carisma o un punteggio, «aura» era semplicemente vento: il soffio fresco del mattino, l’aria che si muove.

Il greco αὔρα significa respiro, brezza fresca, aria in movimento. Il latino lo adottò come aura per brezza, vento e lo strato superiore dell’aria. Dietro, i linguisti ipotizzano la radice indoeuropea *wer-, «sollevare, tenere sospeso»: la stessa famiglia da cui vengono anche aorta e arteria.

Già nell’antichità la parola si usava in senso figurato: per gli eventi mutevoli e per il favore del popolo, l’aura popularis, che gira come il vento. In inglese arrivò nel XIV secolo ancora come «brezza leggera». I significati di oggi, un’irradiazione o un’atmosfera che circonda qualcuno, si formano solo a partire dal XVIII secolo.

*wer-indoeur. sollevare, librarsi
→
αὔραgr. soffio, brezza
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auralat. vento, favore
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aurait. irradiazione, fascino
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+1000 Auragergo giovanile 2024
02
Mitologia

Aura, la dea della brezza

Le Aurai

Ninfe dei venti

I Greci conoscevano diverse Aurai, ninfe dell’aria agili e alate. Una tradizione fa di Aura la figlia di Borea, il dio del vento del nord.

Nonno, V sec.

La tragica Aura

Nelle Dionisiache di Nonno, Aura è la dea dell’aria fresca del mattino, figlia del titano Lelanto e cacciatrice al seguito di Artemide. Deride il corpo di Artemide, troppo femminile per una vergine. Artemide invoca Nemesi per vendicarsi, e Dioniso ubriaca Aura con un fiume di vino e la violenta. Uno dei suoi gemelli diventa Iacco, il dio dei Misteri eleusini.

Ovidio

Un equivoco mortale

In Ovidio il cacciatore Cefalo, nella calura di mezzogiorno, invoca la fresca «Aura», la brezza. Qualcuno che origlia scambia Aura per un’amante e lo riferisce a Procri, la moglie di Cefalo. Lei lo segue di nascosto, gelosa; lui scambia il fruscio tra i cespugli per selvaggina e la uccide con la sua lancia. Nel gioco di parole risuona anche Aurora.

03
Storia dell’arte

La luce intorno al capo

Molto prima che qualcuno volesse «vedere» l’aura, la si dipingeva: come un cerchio di luce che indica potere e santità.

L’arte ellenistica e romana raffigurava il dio del sole Helios, e più tardi gli imperatori, con una corona radiata. Poiché il motivo era pagano, l’arte paleocristiana dapprima lo evitò. Gli imperatori cristiani usarono il semplice nimbo per i loro ritratti ufficiali; dalla metà del IV secolo ricevette questo segno imperiale anche Cristo, nel V secolo talvolta gli angeli. Solo nel VI secolo l’aureola divenne consueta per Maria e i santi.

Corona radiata

Helios, imperatori romani, più tardi il Sol Invictus

Nimbo

Disco di luce intorno al capo, dal lat. «nube, vapore»

Aureola

Luce intorno a tutta la figura

Mandorla

A forma di mandorla, per lo più per il Cristo trasfigurato

04
Neurologia I

L’aura emicranica

Circa un terzo delle persone con emicrania la conosce bene: un arco a zigzag scintillante attraversa il campo visivo, dietro di sé una macchia cieca. Dopo 20–30 minuti se ne va, e spesso arriva il mal di testa.

L’immagine tipica si chiama scotoma scintillante o, per i bordi seghettati che ricordano mura di fortificazione, spettro di fortificazione. Comincia piccola vicino al punto di fissazione e cresce fino a un arco a forma di C che migra verso il bordo del campo visivo. Oltre ai disturbi visivi ci sono anche formicolii e intorpidimenti che si estendono dalla mano al viso, o disturbi del linguaggio.

La causa, secondo le conoscenze attuali, non è un restringimento dei vasi, come si è creduto a lungo, ma una depressione corticale diffusa (cortical spreading depression): un’onda in cui le cellule nervose e gliali si depolarizzano quasi del tutto e che percorre la corteccia visiva a 2–5 mm al minuto.

In accelerato: 25 minuti in 25 secondi
ProdromiDa ore a giorni prima: stanchezza, sbadigli, voglie di cibo, sensibilità alla luce
AuraDa 5 a 60 minuti: scintillii, zigzag, macchie cieche, formicolii
CefaleaDa 4 a 72 ore, spesso unilaterale e pulsante, a volte assente
PostdromoSpossatezza, sensazione da «postumi di sbornia»
⅓
delle persone con emicrania ha esperienza di aure; i disturbi visivi sono la forma più frequente.
3 mm
al minuto: la velocità con cui l’onda attraversa la corteccia cerebrale (Lashley 1941).
≈2×
il rischio di ictus ischemico nell’emicrania con aura (rapporto di rischio 2,14).

Il rischio di ictus aumenta soprattutto nelle donne sotto i 50 anni che fumano o usano contraccettivi con estrogeni. Un’aura che compare per la prima volta, una che dura più di un’ora o paralisi improvvise vanno sottoposte a un medico. Questa pagina non sostituisce un consulto medico.

Ildegarda di Bingen

Visioni di luce

Le visioni luminose della mistica del XII secolo, con stelle splendenti, cerchi e una «luce vivente», furono interpretate nel 1917 dallo storico della medicina Charles Singer come aure emicraniche. Oliver Sacks riprese l’idea nel suo libro Emicrania.

Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie

Quando il mondo si rimpicciolisce

Alcune aure distorcono le dimensioni e la percezione del corpo: le cose sembrano minuscole o enormi. Che Lewis Carroll soffrisse di emicrania è documentato; che le sue aure abbiano ispirato «Alice» resta una speculazione.

05
Neurologia II

Il soffio freddo prima della crisi

La parola medica «aura» ha quasi 1900 anni, ed è uscita dalla bocca di un paziente.

Il medico romano Galeno riferisce che un paziente del suo maestro Pelope descriveva l’inizio delle sue crisi come un soffio freddo che saliva dalla gamba fino alla testa. Da allora ciò che alcune persone avvertono prima di una crisi epilettica si chiama aura.

Dal 2017 la Lega Internazionale contro l’Epilessia (ILAE) lo chiarisce: un’aura non è un segnale premonitore, è già una crisi, una crisi focale con consapevolezza conservata. Può restare isolata o estendersi in una crisi più ampia. Nelle crisi del lobo temporale circa l’80% delle persone colpite ha aure di questo tipo.

Fëdor Dostoevskij, epilettico lui stesso, descrisse nell’Idiota un’aura estatica: secondi di somma lucidità e beatitudine per i quali si potrebbe «dare tutta la vita». Queste aure di felicità sono rare, ma ben documentate.

Ventre

Sensazione ascendente

Una stretta che sale dallo stomaco alla gola. L’aura più frequente nell’epilessia del lobo temporale.

Psiche

Déjà-vu

La sensazione di aver già vissuto tutto, o al contrario il jamais-vu: il familiare appare estraneo.

Sensi

Odori & sapori

Odori improvvisi, spesso sgradevoli, come di gomma bruciata, o un sapore metallico.

Emozioni

Paura o felicità

Paura senza motivo, più raramente euforia; un’«onda» che attraversa la testa.

06
Esoterismo

Il campo energetico colorato

L’aura più famosa è quella che nessuno sa misurare: un bagliore colorato che circonderebbe ogni persona e ne rivelerebbe carattere, umore e salute.

L’idea è meno antica di quanto sembri. Quasi tutto ciò che oggi si racconta sull’«aura umana» risale a due fonti intorno al 1900: la teosofia e un medico londinese.

Annie Besant e Charles W. Leadbeater, figure di spicco della Società Teosofica, pubblicarono nel 1905 Thought-Forms (Forme-pensiero): pensieri e sentimenti produrrebbero colori e forme nell’aura, visibili solo ai chiaroveggenti. Le tavole a colori del libro influenzarono Vasilij Kandinskij e Hilma af Klint, e con loro l’arte astratta.

Nel 1911, in The Human Atmosphere, il medico Walter J. Kilner credette di poter rendere visibile l’aura con schermi di vetro pieni di colorante dicianina. Il termine «corpo eterico» lo prese in prestito dalla teosofia.

Che cosa significherebbero i colori

Rossoforza, passione, rabbia
Arancionegioia di vivere, creatività
Giallointelletto, ottimismo
Verdeguarigione, crescita
Blucalma, comunicazione
Violaspiritualità, intuizione
Biancopurezza, «coscienza superiore»

Queste associazioni variano molto da una scuola all’altra e non hanno alcun fondamento empirico. Provengono dalla teosofia, dal New Age e dalle tabelle cromatiche dei produttori di fotocamere per l’aura.

Approfondimento I colori dell’aura Sette sistemi cromatici da Goethe a TikTok, i colori dei chakra vecchi e nuovi, un esperimento sulle immagini residue e perché le interpretazioni calzano così bene.
07
Tecnica & verifica

Si può fotografare l’aura?

1939 · Unione Sovietica

Fotografia Kirlian

Semën Kirlian posava oggetti su una lastra fotografica sotto alta tensione e otteneva sagome luminose con una corona di raggi. In termini fisici si tratta di una scarica a corona: la tensione strappa elettroni all’aria, l’aria ionizzata si illumina, una sorta di «fulmine lento». Almeno 22 fattori alterano l’immagine, tra cui pressione e angolazione della mano, pressione atmosferica, frequenza del polso e soprattutto l’umidità, cioè il sudore.

California · Guy Coggins

L’AuraCam

La Polaroid colorata con una nuvola di colore intorno alla testa, che si ottiene alle fiere e nei negozi esoterici, ha in comune con Kirlian solo il mito. Si appoggiano le mani su piastre metalliche con sensori che misurano conduttanza cutanea e temperatura. Un programma traduce i valori in colori, la cui corrispondenza è stata stabilita da Coggins con un team di veggenti, e li sovrimprime al ritratto.

Test controllati

Il risultato

Quando chi dice di vedere le aure deve indovinare dietro quali pareti opache si trova una persona, i risultati sono al livello del caso. L’ipotesi che vedere le aure sia una forma di sinestesia è stata verificata da uno studio del 2012: i lettori di aure non hanno superato i test di sinestesia, e i due fenomeni si distinguono nettamente.

Che cosa esiste davvero: ogni corpo irradia calore (infrarosso, visibile con le termocamere), e le cellule emettono una luce debolissima (biofotoni, circa mille volte troppo deboli per l’occhio). Con l’aura colorata dell’esoterismo nessuno dei due ha nulla a che fare. Chi vede aloni colorati intorno alle persone spesso sperimenta immagini residue: se si fissa una persona su uno sfondo chiaro, l’occhio produce un bordo nel colore complementare.

08
Filosofia

Walter Benjamin e il declino dell’aura

«Un singolare intreccio di spazio e di tempo: l’apparizione unica di una lontananza, per quanto possa essere vicina.» Walter Benjamin, Piccola storia della fotografia (1931)

Il suo esempio resta ancora oggi il più bello: in un pomeriggio d’estate, riposando, seguire una catena di monti all’orizzonte o un ramo che getta la sua ombra su chi riposa, «ciò significa respirare l’aura di quei monti, di quel ramo». Anche Benjamin, dunque, torna al senso originario: l’aura si respira.

Nel suo celebre saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, scritto nel 1935 in esilio a Parigi, trasferisce il concetto all’arte. Un originale ha un qui e ora, una storia, un’autenticità. Fotografia e cinema lo moltiplicano e lo portano vicino. La sua conclusione: «Ciò che vien meno nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte è la sua aura.»

Tratti dell’aura

UnicitàAutenticitàInaccessibilitàQui e oraValore cultuale

Che cosa ci vedeva Benjamin

Non una pura perdita: senza aura l’arte perde il suo carattere cultuale e diventa politica e accessibile alle masse. Al tempo stesso Benjamin avvertiva che il fascismo crea un’aura artificiale intorno ai capi e alle adunate di massa, l’«estetizzazione della politica».

Oggi

Il dibattito continua: nei musei che difendono gli originali contro le riproduzioni digitali, negli NFT che rivendicano un’unicità digitale e nelle immagini generate dall’IA, che nascono senza originale.

09
Gergo giovanile

+1000 Aura

Nell’estate del 2024 l’aura è diventata una valuta: chi si comporta in modo cool, sicuro o coraggioso guadagna punti aura, chi fa una figuraccia li perde.

La parola sta, come ha scritto nss magazine, «a metà tra misticismo e videogioco»: l’aura come carisma, contata come punti esperienza. Secondo il Wall Street Journal, su TikTok i contenuti con #aurapoints sono cresciuti del 378% solo da maggio a giugno 2024. Nell’ottobre 2024 i ragazzi tra gli 11 e i 20 anni hanno scelto «Aura» come Jugendwort des Jahres, la parola giovanile dell’anno in Germania, di strettissima misura davanti a «Talahon» e «Schere».

Nel 2025 è arrivato l’aura farming: raccogliere aura di proposito con un’aria disinvolta e apparentemente priva di sforzo, farming come nel gergo dei videogiochi per la raccolta ripetuta di punti. A renderlo famoso in tutto il mondo è stato l’undicenne Rayyan Arkan Dikha, che durante la gara di barche Pacu Jalur a Riau, in Indonesia, ballava sulla prua di una lunga imbarcazione per incitare i rematori. Il suo ballo è stato imitato ovunque, dalle squadre di calcio ai poliziotti di Mumbai. Lui stesso dice che il ballo era spontaneo.

Calcolatore di aura · tocca quello che è successo

La tua aura
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Neutra. Non è ancora successo niente.
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Cultura, spazio, cultura pop

Altre aure

Spazio · dal 2004

NASA Aura

Il satellite di osservazione della Terra è partito il 15 luglio 2004 con un razzo Delta II. Misura ozono, aerosol e gas in tracce e doveva chiarire se lo strato di ozono si sta riprendendo. Ormai la sua orbita va alla deriva; i pannelli solari sempre più deboli dovrebbero porre fine alla missione verso il 2028.

Letteratura · 1962

Carlos Fuentes

Aura è un racconto dello scrittore messicano: un giovane storico va a vivere nella casa di una vedova antichissima e si perde per la sua enigmatica giovane nipote Aura. Un classico della letteratura fantastica, insolitamente narrato in seconda persona.

Musica · 2013

Lady Gaga

«Aura» apre il suo album ARTPOP, un brano sul velarsi e su ciò che si nasconde dietro l’immagine pubblica.

Giochi

Lucario & Forzasfera

Il Pokémon Lucario sa percepire e dirigere l’aura, e la sua mossa distintiva è Forzasfera (Aura Sphere). In generale l’aura è una fonte di potere molto amata nei videogiochi e negli anime, dai giochi di ruolo fantasy ad Avatar. Qui l’origine videoludica dei punti aura incontra il mito.

Nomi

Aura come nome proprio

In spagnolo, italiano e finlandese Aura è un nome femminile diffuso; in Finlandia Aura è anche un fiume che attraversa Turku.

Marchi

Aura ovunque

La parola vende vicinanza e splendore: cornici digitali, illuminazione RGB per computer, benessere, cosmetici, hotel. Poche parole sono così elastiche, perché significano insieme aria, luce e personalità.

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Cronologia

2800 anni di aura

Parola & mito Arte & pensiero Medicina & scienza Esoterismo & pop
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Fonti